Poetry Slam

Care amiche, cari amici,

finalmente il Poetry Slam sbarca felicemente a Camogli

LOCANDINA STAMPA A3

 Sabato 24 marzo 2018 alle ore 17 si svolgerà nell’Aula magna dell’Istituto Nautico di Camogli “L’Okinawa Poetry Slam”: non mancate!

 Il vostro Ochin (Okinawa)

 

P.S. Per chi volesse saperne di più, ecco qui di seguito un po’ di informazioni aggiuntive:

 

 

L’Okinawa Poetry Slam

Grazie alla collaborazione tra Genova Slam e l’associazione Ochin Okinawa, il poetry slam sbarca per la prima volta in assoluto a Camogli. Il parco partecipanti risulta, come sempre in questi eventi, estremamente eterogeneo, per provenienze, età, esperienze e stili. D’altra parte uno dei motivi di successo del poetry slam è che rappresenta una zona franca, un terreno d’ibridazione in cui a stili più classici, si affiancano registri comici, metrica rap, prosa poetica, portando tutte le persone coinvolte a misurarsi individualmente e collettivamente con la domanda: che cos’è la poesia?

In questa occasione a sfidarsi saranno poeti e poetesse provenienti da varie parti d’Italia: l’aostano Simone Torino, i lombardi Emanuele Ingrosso (giovane plurivincitore di poetry slam) e Micaela Foti, la genovese Claudia Calabresi, i recchesi Sergio Siri e Paolo Balzano

 Note storiche su poetry slam

Nato in America alla fine degli anni ottanta per iniziativa del poeta Marc Kelly Smith, il poetry slam è una particolare gara/gioco in cui i partecipanti hanno tre minuti a testa per declamare un proprio componimento, senza potersi avvalere di accompagnamento musicale o oggetti di scena, per poi essere valutati dal voto di una giuria estratta a sorte tra i presenti all’evento.

Importato in Italia nel 2001 da Lello Voce, il poetry slam sta conoscendo una vera e propria esplosione, in questi ultimi anni, soprattutto per merito dell’attività della LIPS che sovraintende, attraverso una capillare rete di coordinamenti locali, all’organizzazione di un vero e proprio campionato nazionale, con oltre 200 eventi.

 Il poetry slam a Genova

Il poetry slam ha trovato in Liguria e in particolare a Genova terreno fertile, registrando una crescente attenzione da parte di stampa e pubblico. Oggi l’organizzazione di questi eventi è a cura della pagina facebook Genova Slam, gestita dai poeti Filippo Balestra e Andrea Fabiani, che hanno dato vita quest’anno a un vero e proprio tour, scegliendo come location dei loro poetry slam un locale sempre diverso del centro cittadino. E ora “sconfinando” fino a Camogli (città natale di Balestra). Sempre a Genova si terranno poi le finali regionali (il 18 e 19 maggio) e molto probabilmente, per la seconda volta nella storia, quelle nazionali (il 15 e 16 giugno, ospitate dal Festival Internazionale di Poesia “Parole Spalancate”).

 La filosofia del poetry slam (secondo Genova Slam)

Un vecchio adagio, attribuito proprio al suo ideatore Marc Kelly Smith, recita, a proposito del poetry slam: il punto non sono i punti, il punto è la poesia.

Sebbene abbia la struttura della gara, il poetry slam non lo è realmente. O meglio: quello della gara non è altro che un mascheramento, un espediente teatrale volto ad aumentare il coinvolgimento dei partecipanti.

Il poetry slam è, in pratica, uno spettacolo senza spettatori, che avviene su un palco grande quanto lo spazio in cui il poetry slam stesso si svolge. In questo spettacolo tutti quanti hanno un ruolo. Sei, sette persone hanno il ruolo dei poeti che recitano le poesie, due persone hanno il ruolo dei maestri di cerimonia, che conducono lo spettacolo, cinque persone hanno il ruolo dei giurati e il resto dei presenti quello del pubblico che giudica (possibilmente rumorosamente) la giuria.

Questo è il motivo per cui noi diciamo che a un poetry slam non è possibile assistere, ma solo partecipare.

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I Luoghi Oscurati

I luoghi oscurati, 4 marzo, ore 17, Hotel Cenobio dei Dogi
Camogli, ore 17 incontro con proiezione

Pietro Tarallo, giornalista e scrittore, presidente della Neos, giornalisti di viaggio associati ci parla dei tanti monumenti e templi oggi violati dalle guerre e vietati ai visitatori.
Il mondo sembra diventare ogni giorno sempre più “piccolo”.
Paesi sconvolti dalle guerre, dagli integralismi religiosi e dalle dittature. Paesi che fanno parte del bagaglio universale del viaggiatore e sono importanti per la storia dell’umanità. Paesi da non dimenticare per le loro bellezze, i loro monumenti, i loro paesaggi, le loro popolazioni e le loro culture. Dove non è più possibile viaggiare come in Afghanistan, Algeria, Yemen, Libia, Siria, Sudan.
Che sono raccontati nel loro splendore e nelle loro bellezze di come erano prima di guerre e distruzioni dalle parole e dai ricordi di Pietro Tarallo e dalle fotografie di Daniele Pellegrini, proposte nel power point realizzato da Massimo Bisceglie.

Conclusione con il nostro solito tea,
Il vostro Ochin

 locandina 4 marzo modificata